The Raven Cat

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Il medico di Hitler

Il parassita multivitaminico Theodor Morell

mar 16, 2026
∙ A pagamento

“I soldi sono come un ferro da stiro. Stirano tutte le pieghe della vita.”

Dal film Parasite (2019), regia di Bong Joon Ho

Lo chiamavano, con disprezzo, il “Mastro Iniettore del Reich”.

Le molecole di Madre Natura diventavano un’arma fra le dita del Dottor Theodor Morell, aveva un’iniezione pronta per risolvere ogni problema: tante vitamine tutte insieme, cocktail con batteri fecali, ormoni, belladonna, stricnina e glucosio a cui aggiungeva una punta di metanfetamina perché bisogna prendersi cura della fidelizzazione del paziente.

Nei corridoi del Führerbunker, dove l’entourage dei nazisti si nascondeva mentre Berlino veniva rasa al suolo, Morell era evitato quanto una granata per il suo alito composto da aglio e cipolla, il nero vernice incastrato sotto le unghie e le ascelle umide che rilasciavano nell’aria chiusa l’odore di stantio.

“Morell era un uomo ripugnante. Aveva un odore corporeo così forte che dovevi fare uno sforzo per stargli vicino.”

Albert Speer

Hitler aveva bisogno di fidarsi di lui. Fu Morell a fornirgli, e anche alla famiglia Göbbels, le capsule di cianuro per il suicidio.

Bentornate e bentornati su The Raven Cat. Oggi esploriamo l’ambulatorio del Mastro Iniettore del Reich.


Johanna “Hanni” Moller: la moglie elegante

Sapeva conversare amabilmente, intrattenere gli ospiti e come catturare i biglietti da visita con lo scopo di ampliare la rete di potere sociale.

Hanni era profumata, elegante, ricca di famiglia e sapeva cosa voleva.

Finanziò nel 1918 della super attrezzatura all’avanguardia per lo studio medico del marito a Berlino. Gli fece incontrare Heinrich Hoffmann, il fotografo di Hitler, che lo raccomandò poi al Führer.

Nel maggio del 1948 quando Morell, obeso e sofferente, era ricoverato in ospedale, Johanna reclamò i beni confiscati perché: “Mio marito era solo un medico che faceva il suo dovere.”.

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“Nessuno mi ha mai capito come Morell. Ha salvato la mia capacità di lavorare quando tutti gli altri professori avevano fallito.”

Hitler

Morell in realtà si prendeva cura dell’anima di Hitler, non del corpo. Lo completava e lo rafforzava, era un’estensione della volontà, come una macchia di petrolio sull’acqua che lo separava dalla mortalità. Respiravano le stesse tossine e andava bene a entrambi.

Nell’estate 1939 Morell diede il suo parere di medico per il progetto del Comitato del Reich per la Registrazione Scientifica delle Malattie Gravi a Base Ereditaria e Congenite (ai nazisti piaceva attribuire lunghissimi nomi burocratici agli apparati), il medico disse al Führer che: no l’opinione pubblica non era un problema, ben pochi genitori, secondo le sue indagini, si sarebbero opposti in maniera assoluta all’uccisione misericordiosa dei figli affetti da malattie croniche, però volevano farlo senza sensi di colpa. Hitler si sentì lusingato e diede il via.

Il Comitato del Reich emanò una serie di circolari per schedare i neonati deformi e le distribuì fra: il personale degli ospedali, delle strutture per la sanità mentale, nelle case di cura per malati terminali e anziani. Sembravano dei moduli per un banale sondaggio col fine di raccogliere meri dati statistici.

I bambini segnalati venivano mandati in una delle trenta cliniche tedesche specializzate nell’operazione T-4 (nome preso dal quartier generale in Tiergartens Strasse, a Berlino) e abbandonati alla morte per fame, iniezione letale o camera a gas. Più di 5.000 assassinii solo durante la prima fase del programma.


Caramelle per domarlo e nel bunker incatenarlo

“Hitler di continuo si tastava il polso, consultava libri di medicina, inghiottiva medicamenti: sonniferi e pillole eccitanti, digestivi, preparati contro l’influenza, vitamine e persino caramelle all’eucalipto che mai gli venivano fatte mancare.“

Tratto da Hitler. Una Biografia, di Joachim Fest. Garzanti.

Bunker di Berlino. Morell somministrava a Hitler fino a 28 preparati diversi in un unico giorno. Alternava eccitanti a sedativi. Il paziente soffriva di insonnia, aveva il volto tirato, gli occhi sporgenti, le spalle curve sotto il peso dell’imminente sconfitta del conflitto e viveva in stanze sotterranee che tagliavano fuori il sole. Le rare volte in cui usciva si lamentava mentre camminava: “Ho sempre l’impressione di star per cadere verso destra.”, eppure Hitler riusciva ancora a essere indomabile e travolgente sul lavoro.

Il Professor Brandt, dello staff medico, dichiarò: “In un anno non invecchiava di un anno, bensì di quattro o cinque.“

Il Mastro Iniettore guadagnava prestigio e denaro sulle macerie di uno Stato vicino alla sconfitta. Il Führer assecondava i discorsi ciarlatani di Morell come un drogato. Le pastiglie erano un rituale, il corpo poteva credere di stare meglio e illudere anche la mente di una futura salvezza e rivincita.


Umorismo da patibolo

Fra i soldati, dopo Stanligrado, circolava un modo di dire: “Goditi la guerra, perché la pace sarà terribile.”. Lo chiamavano Galgenhumor, umorismo da patibolo, ma Hitler era troppo tronfio per riderci sopra.


Ma cosa scorreva esattamente in quelle siringhe? Per scoprire la dieta chimica che ha accelerato la fine del Reich, entra nell'archivio riservato.

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Il Menù del Dottor Morell

Handmade by impresa Morell

Fatturato: circa sette milioni di Reichsmarkn, un patrimonio che oggi equivarrebbe a diverse decine di milioni di euro

“Non bisogna colpirla nel cuore. Bisogna colpirla nel petto. Bisogna passare attraverso lo sterno.”

Dal film Pulp Fiction (1994), regia di Q. Tarantino

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