Dracula e il suo mantello
Bela Lugosi: uomo o vampiro?
“Lo sa, lei fa più paura di persona che dallo schermo!”
Dal film Ed Wood, di Tim Burton
Nel 1927 Bela Lugosi indossò, per la prima volta, il mantello di Dracula su un palco a Broadway e non se lo tolse mai più. Fu un trionfo: 261 repliche seguite da un tour, di due anni, lungo gli Stati Uniti. Da quel momento l’attore ungherese divenne un’icona del cinema horror ma, film dopo film, il personaggio del vampiro finì per portagli via l’anima…
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Bela fu una vittima di Dracula?
Prima di interpretare la parte del vampiro, nello spazio pubblico e sociale, Bela esisteva sia come persona sia come attore ma, durante gli anni del successo, il personaggio si impossessò di lui fino a far scomparire l’uomo. Dracula prese il sopravvento e Bela non riuscì a ottenere ruoli diversi, rimase imprigionato nel suo mostro, nell’altro sé cinematografico.
Il gemello maligno, il doppelgänger, invocato dall’invidia verso la vita reale, emerse dal crepuscolo e prese il sopravvento finché Bela Lugosi stesso, davanti allo specchio, smise di riflettersi. O, almeno, lui ne era convinto.
Come insegna un antico proverbio: i morti annunciano morte. L’amortalità (né vivo né morto) di un ruolo cinematografico può causare la perdizione assoluta.
Chi era l’uomo?
Nato da una famiglia cattolica modesta, fu attore, marito, soldato, sindacalista e icona di Hollywood.
Béla Ferenc Dezső Blaskó (conosciuto con il nome d’arte Bela Lugosi) era nato nel Regno d’Ungheria nell’anno 1882. A 12 anni era stato costretto a lasciare la scuola, e la casa familiare, per andare a lavorare. Durante la sua assenza, il padre morì.
A 20 anni iniziò a recitare come attore di teatro, principalmente a Budapest.
Quando compì 32 anni scoppiò la prima guerra mondiale e Bela fu chiamato a servire l’esercito austro-ungarico, come Tenente di fanteria sul fronte russo. Per le ferite subite ricevette la Medaglia al Valore.
Dopo la rivoluzione ungherese del 1919, a 37 anni, fuggì in esilio per non essere perseguitato, rifugiandosi a Berlino. La sua partecipazione politica alla Repubblica Sovietica Ungherese, e nel sindacato degli attori, potevano significare la morte per impiccagione.
Nel 1920 trovò lavoro su una nave mercantile e, dopo un viaggio interminabile, sbarcò in America.
Bela si sposò cinque volte, abitava ancora in Germania durante il primo divorzio.
Questo è il ritratto dell’uomo.
Il mantello di Dracula
Bela Lugosi indossò lo stesso mantello da vampiro fin dalla prima apparizione sullo schermo cinematografico con Dracula (nel 1931, diretto da Tod Browning). Diceva: “Ho imparato a muovermi con lui".”. L’aveva sempre addosso, esattamente come un vampiro conserva eternamente, vicino a sé, un po’ della terra dov’è nato.
Il suo Dracula era aristocratico, elegante, dal potere ipnotico, una trappola di dannazione. Lo interpretava con un accento marcato da straniero, usando frasi spezzate, agitando le dita della mano in aria in un gesto magnetico che, come la tela di un ragno, catturava la preda in un dominio invisibile e ultraterreno.
Dracula come doppelgänger della vittima stessa, l’altro sé che abita le fantasie proibite, una maschera di confine fra l’esperienza ordinaria e la paura della morte.
Dicevano usasse il mantello per girare, dopo il tramonto, per le strade di Hollywood e teneva talmente tanto al suo personaggio da mettere, sotto le narici, una goccia di olio di menta prima delle scene del morso. Gelido e profumato.
“È l’unico vampiro alla menta del mondo.”, Boris Karloff
Film dopo film, sul set spariva progressivamente Lugosi per far posto direttamente a Dracula. Del resto, gli Studios non volevano rischiare flop ed evitavano di offrirgli dei ruoli al di fuori del filone horror. E quando, verso gli anni ‘50, il culmine del mito del vampiro fu passato di moda, Bela fece sempre più fatica a lavorare e si rifugiò nell’alcolismo cadendo in una spirale progressiva di declino.
Vestirsi da vampiro, indossare un mantello, è compiere un rituale. Il desiderio impediva a Bela di tornare indietro, d’essere di nuovo il ragazzo ungherese impegnato politicamente e determinato a diventare un protagonista della sua esistenza. Fu un’allucinazione meravigliosa a renderlo un Dracula indimenticabile.
Si uccide un vampiro per riconciliarsi con le pulsioni terrene e per zittirle. Bela invece rinunciò al finale tragico, gli era impossibile togliersi di dosso il mantello.
Una diceria sostiene che gli eredi, quando Bela fu seppellito, aprirono un misterioso cassetto chiuso a chiave, e trovarono un piccolo sacchetto di terra ungherese.
Questo è il ritratto del vampiro.
Il declino
“Senza morfina, non potevo lavorare.”, Bela Lugosi
Alcol, morfina e metadone. Il primo per tollerare l’ipocrisia e la superbia della gente di Hollywood, la seconda invece gli fu prescritta dal medico per sopportare la lombosciatalgia.
Nel 1955 il metadone gli fu somministrato per curarlo dalle dipendenze, nel reparto di psichiatria del Los Angeles General Hospital. Bela aveva scelto volontariamente di disintossicarsi. Quando fu dimesso, pochi mesi dopo, accettava ogni ruolo di serie B pur di poter sopravvivere. Il mondo del cinema lo aveva abbandonato.
Lugosi aveva conquistato il personaggio del vampiro, adattandolo al suo fisico, cogliendo i desideri oscuri del pubblico e ci è riuscito, l’ha reso immortale. E quando Dracula ha preso vita, l’uomo Bela era diventato troppo piccolo, e ordinario, rispetto alla creatura.
A morire, la sera del 18 agosto 1956, fu solo l’attore. Il suo conto corrente bancario ammontava a meno di 2.000 dollari.
La famiglia decise di seppellirlo con indosso il mantello di Dracula.
Questo è il ritratto dell’attore.
Curiosità:
Lugosi recitò in diversi film muti ungheresi con il nome d’arte Arisztid Olt.
Lugosi divenne cittadino statunitense nel 1931, dopo l’uscita nei cinema del suo primo Dracula, film diretto da Tod Browning.
Se ti piace l’horror, i fumetti, trovi qui una mia intervista a un fumettista vampiro e stanco e qui altri articoli su misteri e delitti
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Gio








Bravissima!!!!!
Un altro "doppio oscuro" (solo nella finzione, in questo caso): il Bob di "Twin peaks" e Leland Palmer prima, Dale Cooper poi.