Felice di prendere parte a questa iniziativa Cadavre Exquis con l’articolo (sotto alla presentazione): Vuoto allo stomaco.
PRESENTAZIONE
Siamo un gruppo di artiste e di artisti, Substack ci ha fatto conoscere. Ci confrontiamo, leggiamo reciprocamente ciò che produciamo, forse abbiamo nostalgia dei tempi in cui l’incontro era occasione di competizione e di collaborazione, quando si dibatteva su temi che poi diventavano il manifesto delle avanguardie. L’arte necessita di confronto.
Questa sezione si chiamerà Cadavre Exquis, dal gioco inventato dai Surrealisti esattamente 100 anni fa, nel 1925, a Parigi. Se nel gioco originale ognuno metteva una frase o un disegno all’insaputa dell’altro, e alla fine si otteneva un componimento eccentrico fatto da più mani, nella nostra iniziativa ci saranno più mani che si cimenteranno con su un unico argomento.
Vedrete o leggerete creazioni realizzate da artisti. Una al giorno per una settimana al mese o poco più, a seconda dei partecipanti o della cadenza che decideremo, man mano, di adottare. Scoprirete nuovi autori e nuove idee.
L’iniziativa, e questa introduzione, sono nate grazie a
. Buona lettura!VUOTO (ALIENO) ALLO STOMACO
L’anima che ha tanta fame, rifiuta di mangiare. Si nutre del vuoto e può pesare di più di un’anima sazia.
“Per capire l’anoressica non bisogna pensare che il bambino non mangia, ma che mangia il niente.” Lacan
La malattia è un alieno? Oppure è la persona fragile a essere un’aliena verso la società o, peggio, verso se stessa?
Alièno (Treccani): [dal lat. alienus “altrui”]: di altri, che appartiene ad altri; in senso figurativo, chi è diverso rispetto a un ambiente, a un contesto sociale…
In psicologia la soprannominano la madre drago, è una narcisista. Fagocita attenzioni, racconta la sua esistenza come costellata di continue disgrazie, il tutto per attirare benevolenza.
Accudendo la figlia perennemente malata, perciò instabile, dimostra d’essere una brava e buona cattolica. La sua bambina è un artefatto, tanti pezzi di fortuna incollati da lei, una predatrice drago affamata, la resa un’appendice che mai lascerà l’utero per camminare oltre. Ha fame la madre drago. Tanta. S’inventa malattie aliene e incolpa di ciò il destino, è così cattivo, quasi una maledizione caduta su entrambe.
Un giorno sulla soglia dell’ombra che fu una bambina, fece capolino la verità, il malanno che disintegra le cellule. E la madre drago le chiuse il telefono in faccia.
Quando era piccola, quando non sapeva di esistere come una proiezione della e per la madre, cercava di proteggerla in continuazione: gli sconosciuti incontrati al supermercato, i nonni, il marito, troppe persone tramavano contro la genitrice. Bisognava anticipare i bisogni di una donna ferita, necessitava di accudimento. E non c’è tempo per nutrirsi quando il drago ti sceglie. Del resto, se rimani magra e fragile, lei non ti chiude il telefono in faccia.
Come fare a scappare? A uscire di casa? A crescere? Chi non mangia è nutrimento per un altro essere e il suo offrirsi, assieme al colpevolizzarsi che le ricorda uno straccio sporco, le fa disperdere la forza di volontà fino a demolire l’identità. Allora un grande senso di inferiorità domina le notti e le impedisce di fuggire.
Bisogna scavare per liberarsi del drago. Senza riserve. Quel dentro che a volte non vogliamo. Quel dentro a volte alieno. Spesso maltrattato. Quel dentro ha un potenziale immenso. Basta allungargli la mano, togliersi di testa l’immagine dello straccio sporco, perché l’istinto del cuore, anche usando voci all’apparenza dure e critiche, in realtà cerca di proteggerci. La paura si placa con l’accettazione e la conoscenza.
Ieri, credeva di avere dentro molto ma pesava poco. Oggi, crede di avere tanto e pesa come dovrebbe pesare.
Ti trovi su The Raven Cat, un angolo di storie dedicato alle curiosità del passato. QUI trovi una delle mie storie.
Alla prossima settimana. Sempre qui. Sempre dalle 9 in poi.
Gio
Se vuoi scrivermi, raccontarmi o segnalarmi una storia: schiele.gm@gmail.com
Grazie. Ogni tanto mi sfuggono le notifiche e arrivo in ritardo coi ringraziamenti